Il Centro Sociale Ricreativo Culturale e Orti autogestito dagli anziani "Barca" venne inaugurato nel maggio 1977, nello stesso luogo in cui si trova oggi.

Ancora prima di quella data, un gruppo di anziani pensionati, uomini e donne, aveva iniziato ad incontrarsi spontaneamente in un vecchio cascinale agricolo fatiscente.

Questi "anziani" avevano intuito presto le potenzialità e il valore dei loro incontri e dei loro ragionamenti,

oltre a vedere sempre più persone che, come loro, avevano terminato l'attività lavorativa, erano in buono stato di salute e avevano improvvisamente molto tempo a disposizione che non sapevano bene come impiegare.

Soprattutto, questo "gruppo storico" aveva intravisto un rischio di solitudine dei pensionati, in un quartiere che all'epoca non offriva molto e che, anzi, a Bologna veniva considerato piuttosto malfamato.

Il gruppo decise quindi di rimboccarsi le maniche facendosi promotore nel proprio quartiere e in città di una serie di iniziative che portassero alla creazione di un "centro" in cui i pensionati e gli anziani potessero incontrarsi, conoscersi e non solo, un luogo in cui poter dimostrare di essere non un problema, ma una risorsa.

Una delle prime iniziative fu la raccolta fondi per la sede del Centro: il cascinale doveva essere reso agibile e, visto che era di proprietà del Comune, il gruppo chiese, ed infine ottenne, di essere ricevuto dal sindaco di allora, Renato Zangheri.

La forza innovativa dell'idea che veniva proposta molto probabilmente tocco' la sensibilità del Sindaco e dell'amministrazione che stanziarono i fondi per la prima ristrutturazione.

Il Centro venne battezzato col nome di "Casa del Pensionato" e tra le prime attività vi furono una serie di incontri, dibattiti, convegni volti a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema degli anziani.

Da queste prime esperienze "pubbliche" maturò la consapevolezza di essere un soggetto promotore di una nuova cultura dell'anziano, nonché del proprio carattere sociale basato sui valori della Resistenza, primo fra tutti: la solidarietà.

La sensibilità sui rapporti tra le generazioni si concretizzò in un rapporto stretto con le scuole del Quartiere ed in particolare con le vicine scuole Giorgio Morandi.

La trasmissione della memoria, attraverso il racconto e l’illustrazione dei vecchi mestieri e dei giochi della loro adolescenza fino alla loro costruzione nei laboratorio del centro con gli stessi ragazzi.

Ma cominciò anche a farsi sentire una forte esigenza di organizzazione che consentisse di lavorare meglio al proprio interno e nei rapporti con le Istituzioni: è del 1979 il primo Statuto in cui sono definite le finalità, l'organizzazione e soprattutto viene sancita la completa autogestione del Centro.

Da questo momento il Centro Barca inizia ad ingrandirsi, sia in quantità di soci che di attività e da tutt'Italia arrivano delegazioni che vogliono vedere come funziona ed imparare.

Molte sono anche le visite importanti.

Ricordiamo i Sindaci di Bologna Renato Zangheri, Renzo Imbeni, Walter Vitali, Giorgio Guazzaloca e Sergio Cofferati; i Presidenti della Provincia di Bologna Vittorio Prodi e Beatrice Draghetti; l'allora Senatore Claudio Petruccioli e il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi.

Ma la visita di cui ancora tutti parlano è senz'altro quella di Enrico Berlinguer.


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